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Tre cose rapide sul terremoto scozzese di lunedi

Lunedi Scorso, la prima ministra Scozzese Nicola Sturgeon ha annunciato l’inizio di un percordo che dovrebbe portare a un secondo referendum sull’indipendenza della Scozia.

Quello di Nicola Sturgeon è statoun capolavoro tattico 

Lunedì doveva essere il giorno di Corbyn che lottava per i diritti dei cittadini UE o quello della May che ottiene approvazione del Brexit Bill non-emendato, e invece tutti parlano soltanto della Scozia e di una scelta volutamente legata all’opposizione all’Hard Brexit.

L’indipendenza scozzese è un’opzione concretissima

I sondaggi la danno al 50% e il risentimento contro la campagna di paura unionista del 2014 ancora forte, i nazionalisti hanno una macchina oliatissima (100mila sterline raccolte in poche ore), il Labour in Scozia rimane in confusione. L’Hard Brexit sposterà larga parte del voto dei giovani e degli europei sullo YES (si parte dal 45% del 2014). La concretezza della minaccia è testimoniata dal fatto che la May ha rimandato di due settimane il triggering dell’articolo 50. Al number 10 la paura fa 90.

L’Hard Brexit genera caos

If Brexit means Brexit, Hard means complex. Più sono le cose da smontare, maggiore il numero di quelle da fare e dei contrari da convincere e la May ha dietro di sè solo il partito conservatore e quella parte dei Brexiteers più a destra di lei (pochi). Maggioranza in Parlamento, minoranza nelle quattro nazioni costituenti il Regno. E nessuno ha la più pallida idea di cosa succeda in caso di NO DEAL, nessun accordo di divorzio con l’Europa.

Si gioca tutto sui tempi

Nel Marzo 2019 scadono i due anni delle negoziazioni, la Sturgeon vuole il referendum prima, la May glielo concede solo dopo. Allora Corbyn e il Labour hanno una formidabile arma negoziale se si schierano a Westminster con la Sturgeon per anticipare il referendum e usarlo come arma di pressione per avere un Brexit più sensato e chissà, magari anche un cambio di umore nell’isola.

Ottimismo gratuito? Può darsi, ma in fondo, a parte il fuggi fuggi generale dallo UKIP di Farage, non è ancora successo quasi nulla. Per il pessimismo della ragione, consiglio invece questo pezzo di Owen Jones.

Andrea Pisauro



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