Club Bella Italia | Europa target degli attentati 2017
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Europa target degli attentati 2017

La scia di sangue che gli attentati terroristici si stanno lasciando dietro in questo 2017 sembra inarrestabile. A quanto pare, l’obiettivo principale è il vecchio continente. Ultima, ma temiamo solo per ora, è la strage a Londra, senza dimenticare gli attentati in Russia di qualche giorno fa. In molti casi, sembra proprio che a colpire sia stato un solo attentatore, un “cane sciolto”, come li definiscono in molti. Non si tratta più di gruppi organizzati quindi, come avvenne per la strage di Charlie Hebdo nel Gennaio del 2015. La cosa, se possibile, fa ancora più paura. Se individuare un gruppo organizzato è difficile, ma possibile grazie allo scambio di mail, telefonate, messaggi e molto altro ancora, individuare un lupo solitario lo è ancora di più.

La domanda che si stanno ponendo i servizi segreti però è un’altra. Questi individui si organizzano singolarmente o c’è una mano dall’alto che muove i fili di queste marionette? Quello che incute timore alle persone, nonostante gli attentati non scatenino mai migliaia di morti, è il terrore, quello che ti pervade e ti consuma dentro, quello che ti fa aver paura di girare nei luoghi affollati, quello che “se vedo una tipo strano, cambio strada“. Tra le caratteristiche di questi nuovi attentati, c’è da segnalare un fatto, gli attentatori, nella maggior parte dei casi, muoiono sempre. O vengono uccisi sul posto, oppure si fanno saltare in aria. Di fatto, sarà anche questa una coincidenza, non ci sono molte persone da interrogare.

Per ora, gli attentati più gravi si sono verificati ad Istanbul, nella nota discoteca Reina, con un bilancio di 39 morti e circa 69 feriti, a Parigi, nell’aeroporto di Orly Sud, dove però a morire è stato solo l’attentatore, ed infine, a Londra, forse quello più “spettacolare e televisivo” di tutti. Sono stati 4 i morti nella capitale del Regno Unito, mentre i feriti circa 40. Il tutto in un luogo non certo periferico, ma proprio davanti al Parlamento di Westminster, il cuore politico della città. Qui l’attentatore si è servito di un SUV, falciando sul famoso ponte che attraversa il Tamigi diverse persone. Non contento, ha trovato anche il tempo di fermare la corsa dell’auto, scendere per strada e raggiungere a piedi il Parlamento. Qui aggredisce ed uccide con un coltello una guardia, prima di essere freddato da due poliziotti in borghese.

Khalid Masood, questo il nome dell’attentatore, un musulmano nato in Inghilterra di 52 anni, che abitava a Birmingham. Apparentemente un uomo normale, sposato e con tre figli, insegnante, con alcuni piccoli precedenti penali, ma nulla più. Le dinamiche dell’attentato sono ancora tutte da chiarire. Soprattutto come un uomo solo, alla guida di un SUV, sia riuscito a creare il panico in uno dei luoghi più importanti e sensibili del mondo. Inoltre, perché è stato ucciso e non ferito, per avere in seguito la possibilità di interrogarlo? A queste e molte altre domande i cittadini chiedono una risposta, che si spera, possa arrivare il prima possibile.

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