Club Bella Italia | La Sicilia Nel Cuore
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La Sicilia Nel Cuore

La Sicilia nel cuore e la passione per i dolci e lo street food tipico di Palermo sono le radici comuni del team di artigiani dietro l’azienda Dolce Delia che ha base a Hoddesdon, nel Nord di Londra, ma che potremmo dire di Carini, provincia di Palermo. E a Carini il mastro pasticcere Enzo Grigoli ha lavorato per 35 anni in un grande laboratorio di produzione dolciaria che è stata la palestra anche per Francesco Russo mastro fornaio e Salvatore Mannino direttore e mente della nuova attività,  20 anni a Londra sognando ogni giorno i sapori della terra d’origine. Tre famiglie al lavoro: laboratorio, amministrazione, vendite. Tutti ad aiutare e rimanere se è il caso fino a notte fonda per soddisfare gli ordini.

Nelle vetrine di Dolce Delia, fanno bella mostra cassatine, cannoli, tortine alla frutta, profiteroles, bignè con creme varie, mousse di frutta, gelatine di anguria e poi i dolci alla pasta di mandorle, biscotti all’anice, savoiardi ecc ecc mentre dalle cucine escono teglie di sfincione alla palermitana, mattonelle, spiedini, ravazzate, calzoni fritti, iris, pizzette e arancine la specialità di Francesco che riesce a farne  800 in un giorno! E queste bontà partono ogni giorno per arrivare nei display di caffetterie, ristoranti e delicatessen del centro di Londra e dei paesi limitrofi  con la missione di portare i prodotti della tradizione Siciliana da servire sulle tavole inglesi.

Salvatore però non si è fermato alla produzione di dolci e rosticceria. Grande animatore della comunità locale, voleva condividere la sua passione e ha creato l’occasione per riunire i connazionali una volta la settimana… 

L’atmosfera è quella di una sagra paesana. Il Saturday Sicilian Street Food davanti alle unit 3 & 4 della zona industriale di Hoddesdon è un evento anomalo soprattutto per la location tutt’altro che “fancy”. Nel giorno in cui i suoni degli opifici tacciono, l’aria si riempie di profumi e di dialetti italiani. In una grande padella si  friggono “panelle e crocchè” mentre nel tipico calderone, milza e polmone si insaporiscono nello strutto prima di diventare la farcia per una “vastedda schietta o maritata”. E la voce si è sparsa a macchia d’olio. Tutti i siciliani della zona, in crisi d’astinenza, affrontano anche un paio d’ore di viaggio per assaporare il “pani ca meusa” e spesso uno non basta per placare lo “spinno” insoddisfatto per troppo tempo! Per chi non è abituato al sapore forte delle interiora ci sono il panino con le panelle, le “briosce” con gelato, il polpo bollito e Salvatore ha promesso di fare presto anche “babbaluci e muluni” nei giorni del Festino di Santa Rosalia.

Terroni inside. With Pride.

 

Antonella Sciortino



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