Club Bella Italia | Il grande affare dei matrimoni indiani
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Il grande affare dei matrimoni indiani

Londra come melting pot offre sempre nuove occasioni per partecipare alla sua multiculturalità. Tra le più seguite manifestazioni che riguardano la grande comunità indiana che vive nel Regno Unito ci sono i wedding show e tra questi quello del lusso organizzato da Aashni + CO è sicuramente in cima a tutte le “to do list” prematrimoniali della borghesia con  orde di nubendi e familiari al seguito provenienti da tutte le regioni del regno in fila per ammirare e comprare le sontuose creazioni dei designer più famosi del subcontinente.

Guru della moda come Manish Malhotra e Sabyasachi erano presenti quest’anno, insieme ad un nutrito gruppo di stilisti noti e meno noti  e altri espositori di gioielli e accessori.

Designer partecipanti: Manish Malhotra, Anita Dongre, Gaurav Gupta, Shyamal e Bhumika, Abhinav Mishra, Amit Aggarwal, Anjul Bhandari, Astha Narang, Gaurang, Jayanti Reddy e Mrunalini Rao.

I marchi di gioielli e accessori in mostra di: Ahujasons, Emmy London, Jaipur Gems e Khanna Jewelers. Wedding Service: Ambreen, Chakra, RWS, Shaan MU e The Wedding Design Company. La lussuosa scenografia del The Dorchester Hotel è stata curata da Zita Elze, artista, designer, insegnante, creatrice della collezione Living Embroidery Bridal e consulente di design.

La maggior parte delle creazioni sono disponibili per l’acquisto in boutique oppure online, ma durante lo show sono state annunciate le aperture di nuove filiali di store brand proprio a Londra per soddisfare il crescente desiderio degli indiani expat di acquistare direttamente in UK e ad avere a disposizione la stessa scelta che avrebbero in India.

Il 2018 è stato un anno di grande ispirazione per tutti i promessi sposi con le nozze di celebri coppie di Bollywood che hanno fatto nascere nuove tendenze, ma è stato il matrimonio di Isha Ambani a scatenare le più fervide fantasie ed eccitare oltremisura la libido dei wedding planner che si sono trasformati in veri e propri registi di uno spettacolo fantasmagorico (e diciamocelo senza alcuna ombra d’invidia, anche un po’ kitsch)  all’apparenza svuotato da implicazioni religiose, spirituali e sentimentali nonostante la presenza alle varie cerimonie di numerosi sacerdoti, officianti e autorevoli guru e pandit. Un grande show off della potenza e ricchezza della famiglia più facoltosa dell’India.

Non c’è dubbio che l’indotto economico dei matrimoni indiani sia estremamente interessante anche per l’Italia e per il made in Italy e se si sfruttasse lo slancio dato per esempio dalla scelta di location italiane (Lago di Como per il matrimonio della coppia di attori Deepika Padukone e Ranveer Singh e il fidanzamento della Ambani e la Toscana per il matrimonio di Anushka Sharma attrice e Virat Kohli capitano della nazionale indiana di cricket) o la moda (uno dei vestiti di Isha Ambani era un Valentino da 9 milioni di euro) per non parlare della cucina e dei vini italiani molto apprezzati dai palati indiani che contano sempre più conoscitori e intenditori dei nostri prodotti, si riuscirebbe ad intercettare una fetta di mercato che varrebbe la pena di servire direttamente e non attraverso il tramite dei wedding planner. Per cui mi chiedo: perchè le camere di commercio italiane o l’agenzia per il commercio estero non ricercano attivamente le collaborazioni con questo genere di eventi?

 

       

   

Antonella Sciortino



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